La sicurezza nei cantieri edili: tutti i numeri da conoscere

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Quando si parla di “cantiere edile” si intende quello spazio temporaneo che viene organizzato in funzione della costruzione di un’opera. Esistono due principali tipologie di cantiere: quelli fissi (come quando viene costruita una casa o un palazzo) o quelli mobili, caratterizzati dal fatto di avanzare nel corso dei lavori (pensiamo alle strade o alle gallerie, ad esempio). Entrambi, comunque, vendono muoversi al loro interno delle macchine edili.

Ci sono poi diversi fattori che determinano la buona riuscita di un’opera edile in termini di tempistiche e qualità dei lavori: ogni azienda di costruzioni ha le sue idee in merito. Noi di Imolagru siamo però fermamente convinti che il requisito fondamentale per il funzionamento di un cantiere sia solo uno… ovvero la sicurezza che è in grado di garantire a chi lavora al suo interno. Continuate a leggere e cercheremo di convincervi delle nostre ragioni!

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Gli infortuni sul lavoro e le statistiche dell’INAIL

L’INAIL (Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro) è l’ente pubblico che si occupa di gestire e promuovere, sotto la vigilanza del Ministero del Lavoro, il tema della sicurezza nei cantieri e negli uffici. Ogni anno questo istituto raccoglie numerose statistiche, grazie alle quali possiamo facilmente renderci conto di quanto sia facile ancora oggi ferirsi – o addirittura perdere la vita – sul luogo di lavoro… un’eventualità che purtroppo avviene ancora troppo frequentemente per poter essere ignorata.

Stando ai numeri pubblicati dall’INAIL, infatti, nei cantieri edili italiani tra il 2014 e il 2018 si sono contati ben 607 infortuni, dei quali 292 mortali. La caduta da altezze elevate, con il 54% dei casi, è in assoluto la tipologia di infortunio più frequente; seguono le cadute di pesanti carichi sugli operai con il 12% e la perdita di controllo alla guida di mezzi edili con il 7%. Sempre stando alle statistiche ufficiali, il 64% di questi infortuni ha avuto luogo in imprese di dimensioni esigue, composte da massimo 9 addetti.

Queste tragiche eventualità sono figlie di situazioni troppo spesso ignorate o prese sotto gamba, a volte con l’unica intenzione di risparmiare cifre irrisorie. Un’altra statistica molto interessante però ci indica che le imprese edili dedicano il 3,6% del proprio budget per far fronte agli infortuni…  mentre solo il 2,6% viene mediamente investito in formazione e sicurezza. La domanda sorge dunque spontanea: perchè correre un simile rischio se prevenirlo può costare addirittura di meno? Un vero paradosso.

Che cos’è un Piano Operativo di Sicurezza

Inutile far finta di nulla: l’Italia è purtroppo uno dei fanalini di coda d’Europa nel campo della sicurezza sul lavoro, con 1404 decessi nel 2022 (ben 4 vittime al giorno): numeri preoccupanti che dovrebbero farci pensare, spingendoci a una maggiore tutela di certe misure. Il Governo è da anni al lavoro per cercare di migliorare la situazione e al centro di questo progetto si trova il cosiddetto “Testo Unico sulla Sicurezza”, emanato con il Decreto Legislativo 81/08 e successivamente integrato con il Decreto 106/2009.

All’interno di questo testo si possono trovare tutte le normative che le imprese, i committenti e i lavoratori autonomi dovranno obbligatoriamente seguire per abbattere i fattori di rischio ed evitare infortuni ai propri operai. Il “Testo Unico sulla Sicurezza” prevede come prima cosa la compilazione di un documento denominato “Piano Operativo di Sicurezza” (che da ora in poi, per comodità, chiameremo “POS”). Esso deve essere redatto dal datore di lavoro sulla base delle specifiche caratteristiche di ogni singolo cantiere.

Il POS dovrà trattare argomenti come la valutazione dei rischi ai quali gli operai sono sottoposti, le eventuali misure di sicurezza (e su quali macchinari e attrezzature metterle in opera) e chi si dovrà occupare dell’organizzazione di tutti questi aspetti. Ci teniamo a ribadire che la stesura di un POS è assolutamente obbligatoria per inaugurare un cantiere, al contrario di altri documenti come il Piano di Sicurezza… e diventa fondamentale quando vi sono in gioco mezzi complessi e potenzialmente pericolosi come le gru.

Esempio di Piano Operativo di Sicurezza

Il Piano Operativo di Sicurezza è un documento molto importante dal quale può dipendere l’incolumità di un lavoratore. Per questo redigerne uno in modo impeccabile non è impresa semplice: è necessario conoscere profondamente il lavoro di riferimento e considerare un elevatissimo numero di variabili. Queste ragioni ci impediscono di fare, in questa sede, degli esempi concreti di come compilare correttamente un POS. Tuttavia possiamo elencare brevemente i vari passaggi che andranno a comporlo:

  • Individuare il committente e segnalare l’indirizzo nel quale prenderà forma il cantiere.
  • Specificare i nomi di coloro che ricopriranno il ruolo di Responsabile dei Lavori, i Coordinatori per la Progettazione e per l’Esecuzione, il Progettista e il Direttore dei Lavori.
  • Descrivere sinteticamente, ma con precisione, le varie attività che verranno svolte all’interno del cantiere.
  • Descrivere l’allestimento del cantiere in sé, da eventuali recinzioni al posizionamento dei servizi igienici, dai dettagli sui ponteggi, coperture e divisori al montaggio e smontaggio dei mezzi per il sollevamento (come ad esempio le gru).

Fatto ciò sarà necessario indicare in maniera dettagliata i dati identificativi dell’impresa committente (compresa dunque la ragione sociale, la sede legale, quella operativa e quant’altro), indicare i dirigenti, i preposti e i responsabili del servizio di prevenzione e protezione (RSPP). Ci sono poi numerose ulteriori voci da compilare per le quali vi rimandiamo al paragrafo 3.2.1 dell’allegato XV del già citato D.Lgs. 81/2008, ricordandovi ancora una volta che si tratta di un documento essenziale (oltre che obbligatorio).

Corsi per la sicurezza nei cantieri edili e manutenzione

Per garantire un ambiente sicuro ai lavoratori non basta comunque compilare moduli e documenti: è molto importante che le persone adibite al ruolo di Coordinatori della Sicurezza svolgano degli appositi corsi per identificare i rischi (elettrici, chimici, biologici, da movimentazione e quant’altro) ed essere in grado di affrontarli. Ma non solo: un corso approfondito può mettere al corrente il responsabile anche su tutti gli aspetti giuridici e legislativi, sulle normative europee e sulle parti più teoriche dell’argomento.
Non esiste poi sicurezza senza una corretta manutenzione dei mezzi di movimentazione e sollevamento, i veri protagonisti di ogni cantiere edile. Ed è qui che entra in gioco Imola Gru: il nostro obiettivo è quello di garantire alle aziende il corretto funzionamento delle loro macchine, non solo dal punto di vista dell’affidabilità e delle prestazioni ma anche – e soprattutto – per quanto riguarda la sicurezza. Volete saperne di più? Non esitate a contattarci utilizzando le apposite informazioni che potete trovare in fondo a questa pagina.

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